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Breve
storia dell’amplificazione musicale, dalle sue origini all’INPOL®
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Qual
è l'amplificatore di potenza ideale? Facile: è quello in grado di
assolvere il compito che ne giustifica la stessa esistenza, cioè
rendere il segnale della sorgente in grado di pilotare gli altoparlanti.
L'amplificatore ideale altro non è dunque che il famigerato "Filo
con Guadagno", utopia che turba i sonni degli ingegneri acustici
non meno di quanto la "Pietra Filosofale" abbia turbato - per
secoli - quelli degli alchimisti di tutto il mondo.
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In principio c'erano le valvole |
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Alle
origini della storia della riproduzione musicale, gli amplificatori
a valvole non furono una scelta ma una necessità, poiché a quel
tempo la tecnologia non offriva alternative. Perciò gli audiofili
dell'epoca non avevano di che lamentarsi. E avevano in buona pane
ragione: ariosità, raffinatezza e musicalità sono caratteristiche
che rendono ancor oggi vincenti i tubi. I quali non sono però
esenti da compromessi (trasformatori d'uscita) e non sono
solitamente generosi nell'erogazione di corrente, manifestando
qualche limite in "velocità".
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Poi vennero i transistor |
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Ci
fu un tempo in cui il transistor soppiantò completamente il vetusto
tubo sottovuoto. Fu l’epoca
dei muscoli, del punch, dei watt a
go-go. E fu anche l'epoca della gara al decimale: elevati valori di
controreazione portarono a sfilze di zeri dopo la virgola e prima di
quel misero 1, unico indizio di distorsioni virtualmente
inesistenti. Il risultato fu di snaturare il suono. A peggiorare le
cose arrivò il CD, che con Ia sua "freddezza" digitale
mise ancor più in luce i limiti dello stato solido, facendo sognare
a molti un ritorno alle valvole. Che infatti ritornarono...
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Quindi gli ibridi |
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Ma il ritorno non fu indolore: il prezzo da pagare
fu per alcuni inaccettabile. Si formarono quindi tra gli audiofili
nuove fazioni (oltre
a quelle che, nell'ambito delle sorgenti,
vedono tuttora contrapposti gli analogisti" ai "digitalisti")
per sostenere la supremazia dell'uno o dell’altro sistema di
amplificazione. Qualcuno pensò allora di ricomporre la diatriba e
risolvere il problema una volta per tutte inventando l'ibrido,
suggestivo insieme di valvole e transistor. Un nobile intento
sicuramente, con risultati non sempre all’altezza: in molti casi,
anziché sommare i pregi di valvole e transistor, se ne sommarono i
difetti!
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Ora c'è INPOL® |
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Successe
che un bel giorno un bravo progettista, dopo molte notti insonni,
decise di fare "tabula rasa" di tutti gli schemi e le
convenzioni relative agli amplificatori e - non sappiamo se per
presunzione o incoscienza - provò a re-inventare tutto da capo alla
luce delle attuali conoscenze tecnologiche. Scelse di usare le
valvole per lo stadio di ingresso non per moda o nostalgia, ma perché
esse sono tuttora il miglior dispositivo per amplificare in
tensione. E trovò il modo di far fare ai transistor la cosa che
riesce loro meglio: amplificare in corrente per poter pilotare
adeguatamente gli altoparlanti. "Ma è un ibrido!", direte
voi. Si, apparentemente. La grande differenza sta nel fatto che
INPOL® non apporta alcuna manipolazione al segnale audio. Per
meglio rendere l'idea, INPOL® si comporta come il braccio di un
pantografo, copiando in modo assolutamente pedissequo il segnale.
Cioè fa quel lo che dovrebbe fare, per definizione, un
amplificatore. Certo, siamo ancora lontani anni luce dall'ideale
"Filo con Guadagno". Ma un piccolo passo in avanti è
stato fatto, e merita di essere ascoltato.
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Come si ascolta INPOL® |
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Chi
si accinge ad ascoltare INPOL® per la prima volta deve compiere un
piccolo sforzo: liberarsi di tutte le convinzioni, i luoghi comuni e
i preconcetti. Se così non fosse, gli accaniti "valvolisti"
rimarrebbero si estasiati da un suono tanto squisitamente valvolare,
ma manifesterebbero perplessità nei confronti di velocità e
dinamica loro sconosciute. I fans dello stato solido, viceversa, si
entusiasmerebbero per la resa di questi parametri, rimanendo
tuttavia sconcertati per l'assenza di spigolosità, freddezza e
fatica d'ascolto. Per superare il primo impatto con INPOL® è
consigliabile da principio concentrarsi esclusivamente sulla musica.
Soltanto dopo che lo spirito ne avrà tratto giovamento, si potranno
razionalmente apprezzare trasparenza, ariosità e naturalezza di
emissione, velocità e dinamica nei micro e macro-contrasti,
ampiezza e saldezza nella ricostruzione dello scenario virtuale,
solidità e controllo nella gamma grave, liquidità e pastosità in
quella acuta.
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| INPOL®
è un brevetto depositato. |